| Motogiro a Brescello, Busseto e Valle del Po |
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| Scritto da Cristian Ferrari | ||||
| Mercoledì 29 Aprile 2009 14:45 | ||||
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MOTOCLUB RUDIANO MOTORI
ORGANIZZA MOTOGIRO BRESCELLO BUSSETO E VALLE DEL PO Domenica 24 Maggio Ore 8.00 Partenza da Piazza Martiri a Rudiano Brescia
Ore 9.30 Sosta Caffè (offerto dal Motoclub Rudiano Motori) Ore 10.30 Arrivo a Brescello e visita MUSEO DON CAMILLO E PEPPONE (entrata libera con offerta) Ore 12,00 Pranzo Libero Ore 14.30 Partenza per Rudiano Ore 15,30 Sosta a Busseto per Caffè Ore 17.00 Circa arrivo a Rudiano
Visualizzazione ingrandita della mappa Alcune Informazioni sui Luoghi
BRESCELLO – Città d’arte e Turistica "Ecco il paese, il piccolo mondo di un mondo piccolo, piantato in qualche parte dell'Italia del Nord. Là in quella fetta di terra grassa e piatta che sta tra il fiume PO e l'Appennino", così Giovannino Guareschi aveva descritto il mondo di Don Camillo e Peppone al momento di tradurre in immagini le atmosfere del mondo piccolo e proprio a Brescello aveva trovato l'ambiente ideale, con la gente, i luoghi, il clima più caratteristico della Bassa Padana. Naturalmente Brescello non è solo il paese di Don Camillo, ma anche una cittadina ricca di storia e di arte, che vale una visita più approfondita. Si può partire da Via Giglioli, tratto orientale dell'antico decumano romano, lasciandosi alle spalle la cinquecentesca chiesa della Concezione. Percorrendo la via si possono vedere, sul lato sinistro, prima l'antico ospedale e poi l'edificio della posta, già attivo in epoca estense. Qui si trova anche la campana utilizzata in uno dei film della serie di Don Camillo, proseguendo fino in fondo si arriva al cuore di Brescello, costituito da Piazza Matteotti, dove si affacciano il Municipio e la Chiesa di Santa Maria Nascente, che hanno fatto da sfondo a tante avventure di Don Camillo e Peppone. Ai lati della piazza si trovano le statue bronzee dei due personaggi, opera dello scultore mantovano Andrea Zangani, inaugurate nel giugno 2001 a ricordo dei 50 anni del primo film, mentre al centro si erge, su un piedistallo marmoreo, la copia in gesso della statua di Ercole, mentre l'originale, creato dal Sansovino per Ercole II° d'Este è ora custodita presso il Centro Culturale San Benedetto. La piazza, cinta su due lati da porticati, è dominata dalla Chiesa di Santa Maria Nascente, al cui interno si trova il celebre "Cristo parlante" dei film, la facciata è ornata da un protiro, pregevole, ma niente affatto antico, in quanto costruito provvisoriamente durante la lavorazione del terzo film della serie di Don Camillo, poi, vista la pregevole estetica della chiesa, con il protiro, l'allora Arciprete, Don Sante Manfredini, chiese e ottenne dal Commendator Rizzoli, la costruzione in muratura. Dalla Piazza si accede in Via Cavallotti, dove proseguendo per circa 100 metri si giunge all'antico complesso monastico di San Benedetto, edificato da Ercole I d'Este e Eleonora d'Aragona per le monache benedettine (1492) che rimasero fino alla soppressione dell'ordine, da parte di Napoleone, nel 1798; fu successivamente trasformato in ospedale e poi in caserma sotto la Repubblica Cisalpina. Dopo i restauri, eseguiti negli anni ottanta dall'Amministrazione comunale, il grande complesso è stato trasformato in Centro Culturale, pur conservando in parte l'antica struttura architettonica con arcate, volti e pilastri in cotto, tipici del tardo romanico. Attualmente vi hanno sede il Museo di Peppone e Don Camillo, due sale civiche – Prampolini e Zatti – la biblioteca, la ludoteca, il centro anziani, la sala del Consiglio comunale e un piccolo spazio dove sono conservati, ma non visitabili, reperti romani dell'antica Brixillum. Proprio antistante il Museo si trova il carro armato utilizzato nelle riprese di uno dei film della serie Don Camillo, attiguo al Centro Culturale vi è il Parco G. Guareschi che ospita il monumento a lui dedicato, opera della scultrice tedesca Gudrun Schreiner. Una visita fino a Brescello, oltre ad altri innumerevoli luoghi dei film, quali la stazione ferroviaria, la casa di Peppone, la Madonnina del Borghetto, il luogo di reclutamento delle comparse, la scuola dove Peppone diede l'esame per il diploma di licenza elementare, ecc…..non può prescindere da un'escursione fino al fiume , raggiungibile a piedi, dopo una bellissima passeggiata a piedi di circa 500 metri, tra piante di querce e macchia mediterranea e dove è possibile vedere la confluenza di un affluente, l'ENZA, nel PO.
Brescello, il Po e l'EnzaIl territorio comunale di Brescello è caratterizzato dalla presenza del grande argine maestro del fiume Po ed è ben conosciuto oggi come “il paese di Don Camillo e Peppone":Ma una visita a Brescello non può prescindere da un’escursione fino al fiume, raggiungibile a piedi dopo una bella passeggiata di circa La passeggiata può raggiungere la golena all’altezza della Trattoria Lido Enza, dove si può passare sopra il vecchio ponte in ferro sull’Enza ed addentrarsi per un centinaio di metri nel bosco per arrivare al grande fiume. Da ricordare che un interessante giro in barca si può fare navigando sul Po da direzione Guastalla – Boretto ed entrando sull’affluente Enza fino ad incrociare le vecchie pittoresche imbarcazioni da pesca.
Cenni storici![]() Brescello, dalle origini ad oggi
Per rintracciare i primi stanziamenti stabili di popolazioni occorre risalire alle orde galliche-germaniche che costruirono attorno al VII secolo a.C. le loro dimore nella valle del Po. Questo complesso di abitazioni rudimentali prese il nome di Brixellum. Nonostante la successiva tenace resistenza celtica, intorno al 220 a.C. la potenza devastante dell'esercito romano riuscì ad imporsi su tutta l'area cispadana. Da quel momento Brescello diventò colonia dell'Urbe, subendo quindi quelle trasformazioni urbanistiche tipiche dell'impronta romana. Nel I secolo d.C., forte della dinamica vita locale, istituzionale, economica, sociale, iniziò un periodo di grande splendore, contraddistinto anche dalla creazione di infrastrutture idrauliche come il porto sulla foce dell'Enza e il celebre acquedotto. Gli scontri romani per le successioni imperiali toccarono il territorio brescellese con l'Imperatore Marco Salvio Ottone, che aveva individuato qui la propria roccaforte. A lui, morto suicida nel 69 d.C. successe il rivale Aulo Vitello. Il III secolo d.C. coincise per Brescello con il graduale declino dell'impero, traducendosi in saccheggi e devastazioni, ma anche in epidemie di peste che svuotarono la città e le campagne. Nonostante la precarietà della situazione, Brescello diventò nel 389 sede Vescovile e San Genesio (oggi Santo Protettore) fu indicato come primo vescovo, con il compito di combattere le eresie portate dai popoli nord-europei.. Nel VI secolo Brescello fu travolto dallo scontro tra Longobardi e Bizantini. Alla fine del 500 prima nuove invasioni di truppe del re Autari, e poi, nel 589, una terribile alluvione del Po e la definitiva distruzione da parte del successore Agilulfo, distrussero completamente il centro rivierasco. Occorre attendere l'epoca medievale per vederlo risorgere, grazie al dominio di Matilde di Canossa e alla presenza benedettina: ai monaci la contessa cedette il castello e l'intera città in piena autonomia dal controllo del vescovato. Durante il periodo di ascesa delle realtà comunali, il territorio brescellese venne assoggettato per molto tempo alle dipendenze di Parma. E dal XIII secolo si assistette ad un complesso avvicendarsi di Signorie, tra cui i Correggeschi, i Rossi, i Visconti, la Repubblica di Venezia e, in epoca moderna, gli Sforza e gli Estensi. Con questi ultimi inizia una nuova fase epocale per Brescello, con il progressivo distacco dal parmense che si compì con il passaggio, nel 1598, al Ducato di Ferrara e poi al Ducato di Modena. E' sotto la dinastia d'Este e del Duca Alfonso II che riprende la fortificazione di Brescello, indotta anche dalle violente guerre ducali del periodo. Ritrovato un nuovo ruolo e una nuova dignità urbana e politica, Brescello dovette cedere il passo ancora una volta all'inizio del 1.700, durante la guerra di successione spagnola. La rocca, le dotazioni militari e i bastioni furono infatti spazzati via dalla breve occupazione degli iberici e per oltre un secolo, salvo alcuni momenti ottocenteschi con il duca di Modena Francesco IV, tornò l'oscurità sulla comunità brescellese, che perse definitivamente il ruolo di testa di ponte sul Po. Alla fine del secolo Brescello si unì poi a Reggio, seguendo quindi il cammino napoleonico della Repubblica Cisalpina. Nel 1860, con un plebiscito terminò l'autonomia della città, che era stata anche sede provvisoria del ducato estense, e Brescello entrò a far parte del nuovo Stato Italiano unitario. (*) Tra i personaggio illustri si ricordano:
Enogastronomia![]() Il Lambrusco:
Dal punto di vista enogastronomico Brescello si trova in una invidiabile posizione in quanto luogo di confine tra diverse tradizioni culinarie: reggiana, parmigiana e mantovana. Il degno accompagnatore di tanta ricchezza gastronomica è certamente il Lambrusco che da millenni cresce in questo angolo di "Bassa" e che è ricordato fin dai tempi di Catone e Plinio il Vecchio. Si tratta di un'uva asprigna che a seconda della qualità ha nomi antichi e bizzarri, dovuti probabilmente al gusto o alla forma dei grappoli, fra le più famose l'Ancellotta e la Grasparossa. Di particolare interesse enologico e vera chicca per gli amanti del vino da collezione sono i celebri Lambruschi della casa vinicola Bersellini, il "Don Camillo e il Peppone", riconoscibili per l'etichetta stampata sulla bottiglia, che fu designata da Giovannino Guareschi in persona; entrambi in vendita presso il Museo dedicato ai due personaggi e in alcuni negozi di alimentari del paese. Questi vini, serviti freschi, di cantina, sono ideali per le carni rosse, gli arrosti, i salumi, i famosi cappelletti in brodo di cappone e i tortelli di zucca con noce moscata e amaretti.
Sempre della cantina Bersellini, in vendita presso il Museo di "Peppone e Don Camillo", si possono trovare questi ulteriori prodotti:
Casa Vinicola Bersellini La Spongata:
Non c'è pranzo degno di questo nome che non si concluda con un dolce e da questo punto di vista Brescello ha una tradizione che si perde nel tempo, merito della celebre "Spongata" prodotta dalla Premiata e Rinomata "Fabbrica Luigi Benelli". Il primo documento rinvenuto in cui si parla della spongata di Brescello, risale al 1454 ad opera dello "Spinelli", anche se si pensa comunemente, che abbia origini romane in quanto gli ingredienti sono molto simili a quelli di una torta menzionata da Tito Petronio Arbitro, noto gaudente, amico di Nerone, nel suo Satiricon. Ritornando al 1454 in una lettera che il Referendario di Parma – Giovanni Botto – inviava al Duca Francesco Sforza, Signore di Milano, in accompagnamento dei regali natalizi, si parla della "Spongata de Berselo", così come un anno dopo in un archivio delle Masserie Estensi di Modena, le spongate si trovano in una lista che Messer Pietro degli Ardizzoni inviava a Ferrara al Magnifico Borso d'Este. Il 24 dicembre 1588 Girolamo Reni, della famiglia, che emigrata a Bologna darà i natali al grande pittore Guido, annotò nel suo registro delle spese giornaliere, un importo di Lire 18 per mandare spongate ( come si è soliti) a Suor Girolama Monti. Si sa che anche il Duca Alfonso d'Este, nel 1616 inviava all'amata moglie Isabella di Savoia, le spongate de Berselo e addirittura nel 1622, balzarono sulle ali dell'immortalità grazie al Tassoni, che nella "Secchia rapita", narrando delle lotte fra i Petroni e i Geminiani, nel XII° canto si parla di 50 spongate donate al Legato di Bologna Monsignor Ubaldini. L'otto dicembre 1720 giunsero a Carpi di Modena, il Principe Francesco d'Este e la moglie Carlotta Aglae d'Orleans, con carrozze, dame e cavalieri; il Marchese Taddeo Bolognini, particolarmente tirchio, non fece alcuna accoglienza agli illustri ospiti, allora essi si provvidero di pani, di pomi e di......spongate. Dal 1863 la Spongata di Brescello è sinonimo di Luigi Benelli; egli partecipò nel tempo a diverse esposizioni italiane ed estere, guadagnando molte onorificenze, fra cui 40 medaglie d'oro, 10 Grand Prix, 12 croci d'onore. In un articolo datato 25 gennaio 1895 su "L'ITALIA CENTRALE" si legge che il rinomato fabbricatore di spongate ricevette da S.M. il Re Umberto I° un preziosissimo regalo consistente in una spilla armata di brillanti e l'anno successivo entrò alla Corte dei Savoia ed ottenne il brevetto di fornitore della Real Casa e del Duca d'Aosta. Venendo a tempi più recenti si apprende da uno scritto di ringraziamento per l'ospitalità ricevuta che nel 1951 apprezzarono il celebre dolce, Giovannino Guareschi, Gino Cervi, Fernandel assieme a tutto il cast del primo dei cinque film della saga dei Don Camillo. Nel 1972 Cesare Zavattini invia una lettera dattiloscritta, in cui lamenta la difficoltà nel trovare le spongate "Luigi Benelli", dimostrando tutto il suo amore e l'affetto per questa specialità. Il fruscio degli involucri, ottenuto aprendo la tradizionale confezione, suscita in lui un'ondata di piacevoli ricordi. La spongata "Benelli" piace perchè, oltre ad essere un dolce particolare, un ripieno posto fra due strati di pasta frolla, rievoca alla mente il sapore delle cose di un tempo ed inoltre si dice che porti fortuna perchè è ricca di ingredienti quali l'uvetta, i pinoli, le noci e le mandorle che sono apportatori di buona sorte, il miele e le spezie contribuiscono poi a dare alla spongata lunga durata. Interessante è l'affermazione del Prof. Cesare Corradini, grande esperto in materia, il quale sostiene testualmente.......è riconoscibile un fondamento culturale che costituisce elemento – certo –di tradizione, avendo le procedure previste per le metodiche di lavorazione e conservazione un uso consolidato nel tempo e possedendo tutte le fasi produttive, le caratteristiche di tipicità, salubrità e sicurezza. Infine vogliamo ricordare il ritorno a Londra dopo 102 anni della Spongata "Luigi Benelli", infatti, all'interno dei magazzini Harrod's, ha partecipato al Made in Italy, nei prodotti di nicchia della Regione Emilia-Romagna, dal 6 al 18 settembre 2004. Accanto ai suoi prodotti l'azienda "Luigi Benelli" ha esposto due medaglie d'oro del 1902, ottenute dal fondatore, in occasione dell'esposizione internazionale tenutasi a Londra: una rappresenta l'incoronazione di Edoardo VII e della Regina Alexandra e l'altra l'esposizione vera e propria. Sono in vendita presso il Museo anche altri due caratteristici prodotti:
Busseto si trova nella pianura parmense poco lontano dalle rive del torrente Ongina e dista 38 km. da Parma, 25 da Cremona, 32 da Piacenza e 6 dal Po. Il Comune di Busseto ha una estensione di 7644 ettari e 31 are. Ha la figura di quadrilatero irregolare.
Confina a nord con i Comuni di Soragna e Fidenza, a sud con Fidenza ed Alseno, ad ovest con Alseno, Besenzone e Villanova sull'Arda. Il nome Busseto, "Buxetum" da "buxus" e quindi bosco dei bossi ha un'origine antichissima e non appare in documenti certi se non dopo il 1100, quando il territorio faceva parte dell'Oltre Po cremonese. Solo verso la metà del sec. XIII, con il marchese Uberto il Grande, Busseto entra nei domini dei Pallavicino per rimanervi ininterrottamente fino al 1587, quando il marchesato diventa territorio Farnesiano. Seguì quindi le sorti del Ducato di Parma e Piacenza fino al 1859 e alla proclamazione del Regno d'Italia. Nella seconda metà del XIX secolo Busseto fu impegnata in opere edilizie e urbanistiche che determinarono il volto attuale del suo centro storico. Nei secoli numerosi cittadini si distinsero nelle lettere, nelle scienze, nel diritto e nell'arte tra cui lo storico Ireneo Affò, il medico Buonafede Vitali, il compositore Tarquinio Merula, i pittori Pietro Balestra, Alberto Pasini e Gioacchino Levi, per arrivare infine alle grandi figure di Giuseppe Verdi e del nostro contemporaneo Giovannino Guareschi. Roncole Verdi Legata alla fama di Verdi è anche la vicina chiesa di S. Michele, con struttura originale del XVI-XVII secolo, ma in seguito più volte rifatta. Nell'interno a tre navate sono riemersi numerosi affreschi votivi o simulanti pale d'altare, opere di pittori emiliani ascrivibili ai secoli XV e XVI; oltre al fonte battesimale dove fu battezzato Verdi, vi è conservato il vecchio organo sul quale il maestro si esercitò da fanciullo. Al n.160 di via della Processione è allestita la Mostra antologica permanente "Giovanni Guareschi" (visite su appuntamento, t.0524 92495) nella sede del Centro studi dedicato allo scrittore parmense, divenuto popolare per aver creato e sceneggiato le storie di don Camillo e Peppone.
La raccolta, voluta e realizzata dai figli, comprende fotografie, scritti, disegni e filmati che contribuiscono a ricreare l'indimenticabile mondo della Bassa raccontato da Guareschi, le cui spoglie riposano nel piccolo cimitero di Róncole. "Sono sempre stato, sono e sarò sempre un paesano delle Roncole" Giuseppe Verdi "… mi appresso alla finestra a guardare il piccolo borgo delle Roncole che si intravede attraverso l'intrico arguto dei rami spogli degli Olmi: è ancora più bello e mi piace ancora di più…" Giovannino Guareschi
Concedersi talvolta un giorno da dedicare interamente a noi stessi senza tensioni e senza stress è fondamentale nel nostro tempo. Trascorrerlo a Busseto significa voler "gustare" lentamente quel "Sapore di Paese" che ti delizia con l'arte, la musica e la tavola. Ingredienti genuini e unici per un giorno tranquillo di vero benessere.
Una fortunata combinazione che assomiglia al miracolo, ma nella Bassa c'è un miracolo che si ripete giornalmente, quella combinazione d'aria, terra, acqua che diventa il prezioso humus dal quale si generano prodotti unici ed irripetibili. Sono il Culatello, il Parmigiano Reggiano, il vino Fortana, la profumata Mortadella di puro suino, essenze liquorose come il Nocino invecchiato, rigorosamente fatto in casa come l'esclusivo Bargnolino, senza dimenticarsi della Spongata, dolce tipico scaturito dall'ingegno locale nell'inventarsi una specialità unica. La gente della Bassa ha avuto da sempre la sensibilità e l'intelligenza di assecondare la propria terra e di seguire il suo esempio creativo producendo sia a livello industriale sia artigianale prodotti naturali di altissima qualità, generosi per i palati più gaudenti, raffinati e sfiziosi per quelli più esigenti. Il miracolo giornaliero della bassa, oggi è qui, grazie alla Pro Loco che ha voluto realizzare un magico connubio di Musica e Sapori...
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Pronti ............Via..........non mancate domenica mattina ..partenza ore otto dalla P.zza di Rudiano ...e facciamoci ste giro insieme, facciamo vedere chi e' la Rudiano Motori ..questa simpatica ed allegra compagnia , invitiamo tutti , ma proprio tutti a venire con noi nel paese di Don Camillo e Peppone ..., perche' un giro in moto in compagnia ...tutto il malumore spazza via .... |










































